SISTEMI DI
PROPAGAZIONE DELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE
Le onde elettromagnetiche, una volta
irradiate dall'antenna trasmittente, possono raggiungere l'antenna ricevente in
cinque modi, come:
onda terrestre o
onda di superfice
onda spaziale
diretta
onda spaziale
riflessa dalla ionosfera
onda spaziale
riflessa dai satelliti
ponti radio
Onda terrestre o onda di superfice
L'onda terrestre si ha quando
le antenne Tx e Rx si trovano vicino al suolo, ad altezza relativamente piccola
nei confronti della lunghezza d'onda della frequenza emittente ed entrambe le
antenne sono polarizzate verticalmente. Questo tipo di onde si propaga
rasente al suolo, seguendo la curvatura della superfice terrestre. Il
percorso che esse possono compiere è essenzialmente limitato dall'assorbimento
di energia esercitato dal suolo. Il suolo in parte assorbe ed in parte
riflette le onde che si propagano lungo di esso. L'attenuazione subita da
queste onde è tanto maggiore quanto più è elevata la frequenza del segnale e
pertanto l'onda terrestre viene impiegata per la radiodiffusione ad onde lunghe
e medie. Le onde lunghe (a bassa frequenza) possono compiere percorsi anche
di 1500 Km
Onda
spaziale diretta
L'onda spaziale diretta si ha
quando le antenne Tx e Rx si trovano ad una altezza superiore rispetto alla
lunghezza d'onda del segnale trasmesso. L'altezza sarà tale che le antenne si
potranno considerare a "distanza
ottica" (nel senso che quella tx "vede" quella rx ). Le
onde dirette vengono di solito impiegate per frequenze superiori ai 30 MHz
(detta frequenza critica ), cioè con lunghezza d'onda inferiore a 10 metri e
quindi nelle trasmissioni TV e radio FM.
Onda
spaziale riflessa dalla ionosfera
Le onde ionosferiche non
raggiungono direttamente l'antenna Rx, ma provengono dall'alto dopo essere state
riflesse dalla ionosfera. La riflessione avviene perchè queste onde hanno
frequenza inferiore alla frequenza
critica di 30 MHz. La terra non è
circondata completamente dal vuoto, ma da un grande involucro d'aria detto
atmosfera, che a sua volta si distingue in: troposfera (dalla crosta terrestre fino
a circa 16 Km di altezza con temperature da + 15°C fino a - 55°C
); stratosfera (da 16 Km a 60 Km, con temperature da - 55°C a 0°C , poi a + 50°C ed
infine di nuovo a -75°C ); ionosfera (oltre i 60 Km con
temperature da - 75°C a + 1000°C ); esosfera (oltre i 480 Km ). Nella
ionosfera si individuano poi gli strati: D ( da 60 a 80 Km ), presente solo di
giorno, E (
da 90 a 130 Km), F1 (da
180 a 220 Km ), F2 (da
220 a 500 Km ). Durante la notte gli strati F1 ed F2 si uniscono in un unico strato
F
localizzato tra 250 e 350 Km. La ionosfera viene così chiamata perchè quando
quella zona di atmosfera viene ad essere colpita dalle radiazioni ultraviolette
emesse dal sole diviene ionizzata. La ionizzazione varia nell'arco della
giornata (è massima a mezzogiorno) e nell'arco delle stagioni (è massima
d'inverno).
Gli strati prima citati sono caratterizzati da un diverso grado
di ionizzazione e tra quelli più bassi vi sono fasce di separazione a bassa
ionizzazione che modificano l'angolo di rifrazione dell'onda. Quando l'onda
elettromagnetica emessa dal Tx penetra in zone successivamente più ionizzate,
subisce spostamenti rispetto alla sua traiettoria normale tanto più rilevanti
quanto più intensa è la ionizzazione. Quando la deviazione subita dall'onda
incidente raggiunge e supera i 90° , essa non può più penetrare nello strato
ionizzato e viene da questo totalmente riflessa. L'onda riflessa,
attraversando, nel suo ritorno alla terra, strati successivamente meno
ionizzati, modifica la direzione, rendendola piano piano rettilinea, in modo da
uscire dallo strato riflettente con un angolo pari a quello
incidente.
La riflessione totale di un'onda a radiofrequenza, da parte dello strato ionizzato, dipende oltre che
dalla frequenza del segnale, dalla densità di ionizzazione degli strati
atmosferici e dall'angolo di incidenza nella ionosfera. La figura sopra
mostra vari casi, per angoli di incidenza diversi. La curva 1 si riferisce ad
un'onda con angolo molto grande, per cui essa subisce la riflessione già dal
primo strato ionizzato. Le curve 2 e 3 con angolo di incidenza più piccolo,
debbono penetrare di più lo strato ionizzato per essere riflesse. La curva 4
ci mostra il caso in cui l'onda attraversa il primo strato per essere riflesso
dal secondo che si ipotizza più ionizzato del primo. Si nota che man mano che
l'angolo di incidenza diminuisce, diminuisce anche la distanza dell'onda
riflessa dal trasmettitore, fino a raggiungere una distanza minima per un certo
angolo di incidenza. Questa distanza minima viene chiamata "zona di silenzio". La
curva 5 rappresenta un'onda che incide lo strato ionizzato con un angolo molto
piccolo. Essa non subisce la giusta rifrazione dagli strati ionizzati e prosegue
il cammino senza ritornare sulla terra
Onda
spaziale riflessa dai satelliti
L'onda spaziale riflessa dai
satelliti si ha quando (come nel caso della curva 5 ma, questa volta,
volutamente) un segnale viene inviato nello spazio con un angolo incidente molto
piccolo ed indirizzato in punto preciso dello spazio in cui è allocato un
"satellite geostazionario" . Il satellite, mantenendo rigorosamente costante la
posizione nei confronti della terra, si comporta come se fosse un'antenna di
enorme altezza (circa 36.000 Km ) capace di "riflettere" il segnale verso la
terra. Il satellite si comporta in effetti come antenna ricevente RX per i
segnali che giungono da Terra e da antenna trasmittente Tx per i segnali che da
essa vengono poi irradiati verso Terra. La ricezione a terra dei segnali
radiotelevisi irradiati da satelliti da parte di impianti fissi è possibile solo
se i satelliti appaiono immobili nello spazio. Ciò accade quando essi descrivono
orbite di rivoluzione circolari e caratterizzate da una velocità angolare
corrispondente a quella terrestre. Una tale orbita, detta geostazionaria
(vedere figura sotto), è caratterizzata da un raggio di circa 42.106 Km dal
centro della terra, vale a dire circa 35.800
Km dalla superficie terrestre. Su
quest'orbita, la forza di attrazione esercitata dalla terra sul satellite è
perfettamente bilanciata dalla forza centrifuga conseguente alla velocità
angolare di 1 giro/giorno; la velocità di spostamento del satellite sull'orbita
geostazionaria è pari a circa 11.000
Km/h. La posizione del satellite
sull'orbita geostazionaria, detta "fascia di
Clark" (dal nome dello scienziato che per
primo, nel 1945, ipotizzò la possibilità di un servizio radiotelevisivo
"mondiale" tramite tre satelliti distanti 120°), è misurata in gradi rispetto al
meridiano di Greenwich, con segno negativo a Ovest e positivo a Est di
questo.
PONTI RADIO
I Ponti Radio sono dei collegamenti
radio bidirezionali fra due stazioni fisse.
Possono avvenire direttamente fra
due punti della terra ed allora si chiamano Ponti Radio terrestri.
Quando la distanza da coprire è
troppo grande, si posizionano dei ripetitori in posizioni intermedie secondo
lo schema seguente nel quale si evidenzia come sia possibile sia l’uso di una
sola, sia di due antenne separate per la trasmissione e la ricezione, e come sia
costituita la stazione ripetitrice intermedia.
Possono invece collegare due punti
lontani sulla terra per mezzo di un satellite artificiale per Telecomunicazioni
ed allora si chiamano ponti radio satellitari.
I ponti radio si classificano, in
base al tipo di modulazione, in analogici e numerici.
A seguito dell’uso delle antenne
direzionali , vengono pertanto a formarsi dei fasci di onde elettromagnetiche ad
alta frequenza, strettissimi e concentrati, che consentono la trasmissione di
una grande quantità di informazioni che, nel caso di distanze di qualche decina
di chilometri vengono trasmesse con pochi Watt di potenza.
San Marino, sub 146.2
(650 mt. s.l.m.) - Ponte radio munito di ECHOLINK
T77NM-R ed un TRANSPONDER (500 mt s.l.m.), UHF 431.862,5 sub 146.2 - VHF 145.200 sub
146.2, dove entra sul ripetitore in VHF (R8/sp.).
Il Ripetitore é collegato ad un PC interfacciato con il programma
Orbitro che monitorizza il passaggio della ISS che
trasmette a 145.800. Il Ripetitore durante il passaggio si spegne per poi
riaccendersi a passaggio completato circa 12 Min.
145.800
Shift +600
KHz
R8r
Salsomaggiore Terme (PR) - Castel di Sangro (L'Aquila)
145.200
Nodi APRS VHF
Frequenza
Nominativo
Località
144.800
IR7M
Le Serre
(Lecce)
144.800
IR0AAA
Monte Porzio
Catone (Roma)
144.800
IR3AS
430.800
IR3UDH
Link traslatori VHF --> UHF
Nominativo
Locator
Ingresso
Subtoni
Uscita
Località
Altitudine s.l.m.
Syop
144.562,5
77.0
430.275
Val Sabbia
(Brescia)
145.237,5
77.0
430.275
Val Sabbia
(Brescia)
145.387,5
123.0
435.650
Cima Gallina
(Bolzano)
IR0UDC
145.500,0
433.500
M.Nieddu Villaputzu
(Cagliari)
420 mt.
(*)
jm49sk
145.550,0
433.500
M.Genn'Argiolas -
S.Vito (Cagliari)
800 mt.
145.562,5
123.0
435.000
M.Seceda (Bolzano)
(*) attesa
nominativo
Elenco ponti radio UHF (430Mhz)
Shift +1.6 MHz
RU0a
M.Muffetto
(Brescia), sub 88.5 - M.Muffetto bis (Brescia), sub
77.0 - 7.487,5
430.012,5
RU1
Bardonecchia (Torino), sub
114.8 - Cairo Montenotte (Savona) - Como - M.Circeo (LT)
- M.Faudo(IM) - M.Ghebbio (RA)